I Glicidi

I glicidi sono i maggiori responsabili delle riserve energetiche dell’organismo. La carenza di glicidi impedisce quindi di far fronte ai normali sforzi fisici quotidiani, mentre l’eccesso di glicidi genera un aumento dei tessuti adiposi.

I glicidi (detti anche zuccheri, o carboidrati) sono costituiti da carbonio, idrogeno ed ossigeno. Il loro compito principale è la produzione di energia e secondariamente la partecipazione alla costituzione di fattori vitaminici e di sistemi enzimatici, per esempio nel DNA e nelle membrane delle cellule. Un grammo di glicidi fornisce all’organismo 4 Kcalorie.

A seconda della loro struttura si dividono in tre famiglie principali:

I "monosaccaridi" o "zuccheri semplici", sono glicidi costituiti da una sola molecola. Sono monosaccaridi il glucosio, il fruttosio, il galattosio ed altri. I monosaccaridi sono presenti in abbondanza nell’uva (glucosio) e più in generale nella frutta ed anche nel miele.

I "disaccaridi" sono costituiti da una molecola di glucosio legata ad un altro monosaccaride. Sono disaccaridi il lattosio (latte e i suoi derivati) ed il saccarosio (lo zucchero comune di barbabietola e di canna).

I "polisaccaridi" sono zuccheri complessi formati talvolta da un numero assai elevato di molecole glucidiche, anche migliaia. I polisaccaridi più noti sono gli amidi, contenuti in grande quantità nei cereali, nei tuberi, nei legumi ma anche nella carne e nel pesce.

Anche le fibre sono dei polisaccaridi, ma non possono essere assimilate dall'uomo, il cui organismo non possiede enzimi adatti alla loro demolizione. Nonostante questo vedremo che le fibre rivestono una importanza fondamentale nell’alimentazione.

I glicidi sono la più importante fonte energetica dell'organismo e in una dieta equilibrata devono essere presenti in misura uguale o superiore al 55% della quota energetica totale. Di questa percentuale l’80% deve essere apportato da glicidi complessi (disaccaridi e polisaccaridi) ed il 20% da glicidi semplici (monosaccaridi).

I glicidi si trovano nel sangue sotto forma di glucosio (la cui concentrazione nel sangue viene chiamata “glicemia”), mentre vengono immagazzinati nei muscoli e nel fegato sotto forma di “glicogeno” (associazione di più molecole di glucosio).

L’organismo può utilizzare direttamente il glucosio, mentre i polisaccaridi devono essere preventivamente scissi e trasformati in monosaccaridi. Se le scorte di zuccheri non bastano a fare fronte alle richieste dell’organismo la glicemia si abbassa fino al manifestarsi della cosiddetta “ipoglicemia”, i cui sintomi sono capogiri e spossatezza. Il fegato all’occorrenza può sintetizzare glucosio partendo da proteine e lipidi (gluconogenesi) ma è un approccio “d’emergenza” e genera effetti collaterali poco piacevoli (sovraccarico renale ed acidosi).

I glicidi in eccesso vengono, al contrario, trasformati in grassi che si accumulano nei tessuti adiposi aumentando la riserva energetica dell’organismo, ma determinando anche un aumento di peso che può arrivare fino all’obesità.


Ultima modifica: 20/03/2006

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